Senza arte nè parte

Ah, l’annosa questione dell’arte contemporanea. E’ arte un taglio in una tela? Eh, no signora mia, che ci vuole a farlo. Lo Poteva Fare Anche Lei? Lo Può Fare Chiunque? Addirittura.
Signora mia, invece di pontificare rendendo manifesta la sua crassa ignoranza, perchè non va nell’altra sala, che c’è Monet? Eh, l’Impressionismo è sempre l’Impressionismo. Se ti metti ad una certa distanza sembra una fotografia. E’ Bello, Sembra Vero. Su, circolare, signora, non è che se piega la testa lo capisce meglio. C’è già suo marito con la macchina fotografica che le vuole fare la foto accanto a quel Manet. O forse era Monet. Eh già, signora, a Roma è così, tre ore in fila alle scuderie del Quirinale per vedere Caravaggio. E che c’è meglio di Caravaggio? Lo ha visto al TG1 ieri, eh? Come gli altri ottomila in fila. E che fa, non ci va? Quella del piano di sotto ci è andata e ha detto che è una bellissima mostra, però, che fila! Poi per carità, andare a San Luigi de’ Francesi invece non le passa neanche per la testa, vero? Che poi tutto ‘sto sangue, ‘sto buio. Bello, eh, ma le foto vengono sempre scure, mica come con Monet, quei colori, quei paesaggi.  Sì però non si distragga. Lo ha tolto il flash? Altrimenti arriva il custode. E in più c’è il riflesso sul vetro. E facciamone un’altra per sicurezza. Vicino a quello viola di Monet. O forse era Manet. Non mi ricordo mai.

Ma sa perchè si fanno tre ore di fila, signora mia? Primo perchè lei, che ogni due anni viene con suo marito a sparare cazzate davanti alle opere di Caravaggio (o di Monet), si pianta un metro dopo l’ingresso a leggere la biografia. Che è sempre quella, e pure corta, da almeno quattrocento anni. PERO’ OGNI VOLTA TE LA DEVI RILEGGERE. Mi scusi il tu, è stata la foga. E certo, undici euro sono ventiduemilalire: si legge la biografia e anche qualcosa di straforo al bookshop. Mica gliene può dare altri cinque per l’audioguida. Li pagassero gli stranieri, tutti quei soldi, che già vedono gratis il Colosseo. Secondo, perchè dopo aver stazionato per dieci minuti davanti ad un’opera e averla immancabilmente catalogata nelle uniche due categorie possibili, ovvero BELLO SEMBRA VERO e BRUTTO, decide di mettersi in posa mentre suo marito aziona la kodak usa e getta.

…le suggerirei di andare al cinema, se non fosse peggio. Perchè al cinema, spesso, ci sono io. E lei compra sempre il posto dietro il mio, qualunque sia il cinema. E spara le stesse cazzate, ma adattate al film. E’ arte contemporanea anche questa, avere sempre la cazzata pronta e adatta all’occasione. Instant Art. Atto creativo. E non lo possono mica fare tutti.

P.S. sul film non c’è molto da dire. E’ divertente, originale, una banda degli onesti versione Arte Contemporanea, con un cast affiatato e assemblato in maniera intelligente. Un piacevole intermezzo prima di essere travolti dalle palle di Cannes e dai Pirati dei Caraibi.

Annunci