Habemus Papam

Qualcuno ha chiesto al dottore se è credente?”

Habemus Papam è un bel titolo per un film che in realtà parla dell’opposto, ma sotto sotto neanche di quello. Mi sono sempre chiesto: ma se è Dio ad ispirare i cardinali durante il Conclave, allora perchè l’eletto non esce all’unanimità alla prima votazione? O è incerto pure Dio o i cardinali non sono ben sintonizzati. Magari qualcuno ascolta Marione e vota Rosella Sensi. Che forse era comunque meglio di Ratzinger, ma non divaghiamo. Insomma, la comicità intrinseca del Conclave no ha bisogno dell’ironia di Nanni Moretti, eppure i primi venti minuti di Habemus Papam sono efficacissimi nel raccontare la difficile elezione del successore di un Papa (Woytila?) in forma di commedia.
L’eletto (Michel Piccoli), però, ha qualche dubbio e, mentre lo psicoterapeuta chiamato in suo soccorso (Nanni Moretti) rimane “intrappolato” in Vaticano insieme ai cardinali, scappa a fare un giro per Roma per schiarirsi le idee.

Il caimano fu accusato di essere un film contro/su Berlusconi da chi non l’aveva visto ed anche poi da alcuni di quelli che lo hanno visto. Ma Berlusconi non è un’opinione, è un dato di fatto. Che l’Italia stia diventando un paese eticamente e socialmente da terzo mondo anche, ed Il caimano parla di quello: di una persona -che più lontana da Berlusconi non si potrebbe – vivere nell’Italia di oggi. Un pesce fuor d’acqua.

Così Habemus Papam non parla del Papa e non è un film contro la Chiesa, ma è un film sulla coscienza che ognuno di noi dovrebbe avere quando accetta o rifiuta delle responsabilità. Merce rara oggi, che tutti sono attaccati alle poltrone anche quando vengono scoperti a fare cose per cui non potrebbero più fare neanche l’amministratore di condominio, una persona che abbia l’umiltà di dire ” no, non sono adatto. Ci penso un attimo e poi vi faccio sapere.” La lente di ingrandimento che Moretti usa è quella di far diventare questa persona il successore di Pietro, ruolo ambito di enorme responsabilità, ma anche di privilegi.

Lo diceva Moretti stesso ne Il caimano: è sempre il momento di fare una commedia, anche quando non sembra. Senza mettere mai in ridicolo nessuno e certamente non le istituzioni ecclesiastiche, Moretti costruisce scene estremamente divertenti con l’ausilio di alcuni ottimi attori (Roberto Nobile, Renato Scarpa, Camillo Milli) chiamati ad interpretare i cardinali più in vista, in una situazione difficile che ne rivela il lato più umano e meno formale.
Troppo facile sparare sulla Croce Rossa del Vaticano travolto dagli scandali: fa bene Habemus Papam a tenersi lontano da queste scorciatoie.

Il tema del confronto aperto e sereno è un’altra tematica che nel film viene messa in risalto con decisione: dopo le tensioni iniziali, anche il decano dei cardinali e l’ateo materialista riescono a parlare di due visioni opposte della vita, restando ciascuno della propria opinione senza per questo mancarsi di rispetto o smettere per questo di riconoscersi come degni interlocutori.
Moretti non propone l’assenza di senso della vita del darwinismo come alternativa alla Provvidenza (tanto per citare una recensione letta in rete): quello scambio di battute è come l’intero film. Pensare che Moretti stia davvero parlando del Papa e del senso della vita significa aver guardato il dito che indica la Luna e non aver capito molto di Habemus Papam. Se l’idea fosse venuta a Woody Allen, avremmo visto, allora sì, un film estremamente pessimista e intriso di quel nichilismo e che sta rovinando la sua produzione più recente. Diverso è il percorso che Moretti ha preso, dopo tanti film autobiografici ed incentrati su se stesso personaggio/autore/attore. Guardando fuori di sè, Moretti vede un’Italia in rovina, che deve ricostruirsi dal punto di vista morale prima che culturale e politico. Habemus Papam riprende il discorso de Il caimano su questo aspetto fondamentale, cambiando punto di vista e tono. Uno dei migliori film italiani degli ultimi anni, scommetto che a Cannes sarà apprezzatissimo.

Habemus Papam è un film maturo, divertente, spiazzante per i fan di Moretti ma proprio per questo aperto a tutti. Visto il contenuto, sarebbe stato assurdo il contrario.

Annunci