Si vede dal trailer: Too Much Monkey Business

E ci risiamo…mi immagino gli executive della 20th Century Fox, tutti riuniti intorno ad un tavolo, a scorrere l’elenco dei film per avere almeno un franchise per lettera. Se ci sono riusciti con la X di X-Men, possono faro con tutte le altre… 
A…ALIEN: a posto, Ridley Scott ci sta già lavorando. Sarà un prequel spin-off. Un’esalogia, se ci riusciamo. No, senza Raoul Bova. B….Butch Cassidy…beh possiamo sempre fare che Butch è morto e facciamo solo il sequel con Redford. Fategli un colpo di telefono, va, ma in fretta altrimenti dobbiamo pensare ad un reboot. C….Cocoon, un bel reboot. Gli alieni tornano e trovano Steve Guttenberg sotto un ponte. Porello, va rilanciato anche lui prima o poi. D…Daredevil, rifacciamo tutto da capo. Tanto, meglio di Ben Affleck potremmo prendere anche il pupazzo Gnappo. E così via.
Fino a P.
Planet of the Apes, dice uno, evidentemente appena assunto. Però raccomandato: non gli si può far notare che quella carta se la sono già bruciata, nientepopodimeno che con Tim Burton al suo minimo storico. Ormai la frittata è fatta, che si fa? Remake no, però, basta. Reboot/prequel/nuova serie? dai…se po’ fa. Però, mica può essere una cosa ingenuotta come l’altra volta, che poi tutti quei costumi da scimmia per ammortizzarli ci abbiamo dovuto fare altri sei film appresso al primo. Facciamo in motion capture (chiamate Andy Serkis, che ha già fatto King Kong e la scimmia triste gli viene bene). Facciamo la trilogia del tipo che alla fine del terzo film cade la statua della libertà così tutto torna anche se non c’entra niente. E poi, ci vuole il pistolotto moraleggiante, che comunque è tutta colpa degli uomini che giocano a fare Dio. Ci vorrebbe un attore tormentato e ambiguo come Tim Roth, ma poi ci incasiniamo troppo con l’autoreferenzialità. Charlton Heston è già morto? Chi abbiamo per fare le scimmie? Tutti bruciati con Burton? Allora facciamo tutte le scimmie digitali. Chi abbiamo per svecchiare un concept di quarant’anni fa? James Franco e Freida Pinto. Giovani carini e non smerdatissimi, al più si smerdano con questa serie.
Insomma, si vede -fin troppo – dal trailer: uomo rende scimmia più intelligente, scimmia si incazza. Scimmia parla? Mi gioco mille euro che il film finisce con scimmia parla.
Sì, sono prevenuto. Si vede dal trailer, appunto: un incrocio tra King Kong e Donkey Kong, con le scimmie digitali libere a fare casini come sempre quando non c’è Super Mario nei paraggi. E non vi aspettate che il film abbia un vero finale, se non appunto scimmia parla o, al più, scimmia spara (come a dire: finora non avete visto una sega…ma gli otto euro non  è che ve li ridiamo, eh, sia chiaro). Che poi è questa mania di progettare i film in capitoli che distrugge tutto: prima vittima, il fascino del non visto, del non esplicitamente mostrato: non c’è più l’evocatività che era virtù necessaria quando c’era da comprimere una storia in un film. Direi che in merito, proprio il primo Pianeta delle Scimmie è un esempio lampante. E invece no, ci dobbiamo sorbire tutta la pippa degli esperimenti (e delle supercazzole medico-scientifiche), delle scimmie che poco a poco a pochissimo diventano intelligenti, si ribellano…tanto per far succedere qualcosa di veramente fico ci sono i prossimi otto, nove film della serie, no? Già ho il biglietto in tasca, ovviamente e già me ne pento…

1968

2001
2011
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