Oscar 2011

E pure quest’anno ce li siamo tolti dalle palle, con le loro sfilate, le loro dichiarazioni, con i loro articoli su tutti i giornali e le testate specializzate e non. Peggio della cerimonia degli Oscar c’è solo il Festival di Sanremo, perchè, almeno, agli Oscar non vota la giuria di qualità.
Come si fa a mettere in classifica l’arte? E’ solo promozione mascherata da premiazione: ci deve essere un vincitore (annunciato o a sorpresa, di solito si alternano) e uno o più vinti, così che i giornali possano titolare a dovere.
Questo era l’anno del vincitore annunciato: Il Discorso del Re prende 4 premi: come Inception, ma sbancando nelle categorie principali: Film, Regista, Attore protagonista e Sceneggiatura. Ovviamente, non sono d’accordo. Soprattutto perchè film come 127 Ore ed Il Cigno Nero sono rimasti a bocca asciutta.
Dei dieci candidati a miglior film, mi mancano Winter’s Bone e The Fighter, ma di certo Il Discorso del Re, che è un ottimo film, non mi sembra all’altezza di Inception o 127 Ore. Forse neanche di Toy Story 3. So’ gusti, per carità.
Un po’ meno soggettiva forse è la valutazione per Regia e Sceneggiatura: lavori egregi, ma scolastici, in confronto (ad esempio) Il Cigno Nero ed Inception sono fuori concorso per manifesta superiorità. Per me Il Discorso del Re poteva essere un vincitore “ai punti”, ma, categoria per categoria, gli ho sempre preferito qualcun altro. Il meccanismo che ha incensato – esagerando – film come Titanic e Slumdog Millionaire quest’anno ha scelto così.
Colin Firth è giustamente premiato, non essendo inferiore di certo a James Franco o Jeff Bridges. Vince per il film, perchè Bridges gli ha soffiato il premio l’anno scorso e Franco e Eisenberg avranno altre occasioni. La Portman si porta a casa la statuetta (meritatissima), così almeno la smette di piangere a ogni occasione.
Toy Story 3 prende due meritati Oscar, ma L’Illusionista non sarebbe stata una scelta scandalosa. Certamente meno del rigore dato al Milan con il Napoli ieri.
Continuo a non capire perchè Shutter Island e Leo Di Caprio siano stati ignorati completamente (edit: è uscito nel 2009 negli USA??), ma credo che il dato più importante sia che il 2010 è stato un anno eccellente per il cinema. Il vero vincitore, per quest’anno, è lo spettatore. La lista dei dieci candidati e un po’ di mente locale sugli esclusi eccellenti ne è la prova. A conti fatti, però, i generi che mancano davvero sono la fantascienza e la commedia (i più commerciali), generi che – almeno in America – stanno collassando e non riescono più ad esprimere freschezza ed originalità come qualche decennio fa. Dove sono i Blade Runner e i Ghostbusters? Gli Harry ti Presento Sally? Vediamo se il 2011 invertirà la tendenza, anche se non ho molte speranze.
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