Yattaman

“Anche un maiale può arrampicarsi su un albero quando viene adulato”

Non so se avete presente un episodio di Yattaman (uno qualunque, fate voi): il trio Drombo si inventa un raggiro ai danni degli ingenui consumatori giapponesi derubandoli per costruire il proprio robot cattivo, gli Yattaman riescono ad ascoltare il loro piano e li intercettano con uno dei loro robot buoni (il mio preferito era Yatta Doiler, perché non capivo cos’era). Quando la battaglia si mette male per i buoni, o gli Yattaman dopano il loro robot (con il “tonico”), il quale produce dei minirobot che distruggono il robot dei cattivi oppure è lo stesso trio Drombo a causare maldestramente la propria autodistruzione, andando inevitabilmente incontro alla punizione di Dokrobei. Più un trionfo di umorismo demenziale fatto di maiali robot, love story impossibili, rotture del quarto muro, lettere (vere) dei fan lette dai personaggi durante gli episodi. Non avete presente? Che infanzia infelice, deve essere stata.
La formularità degli episodi era il punto di forza dell’intera serie: ci deve essere il maiale che si arrampica, ci deve essere il tonico, ci deve essere la punizione finale. Altrimenti, non è Yattaman.
Quando ho saputo di un film dedicato a Yattaman ho pensato ad un adattamento cinematografico, come dire, convenzionale: riprendere gli elementi “filmabili”, crearci una storia adattata ai tempi che corrono, metterci qualche riferimento alla serie animata tanto per compiacere gli appassionati: insomma, sfruttare il marchio e raschiare il barile. Ho pensato, in pratica, al trend ollivudiano di riesumare brand di successo per mancanza di idee, preparandomi al peggio, aspettandomi di veder violentato anche questo bel ricordo (il prossimo, se non vado errato, sarà il Mago di Oz, di cui devono a tutti i costi fare un remake, ma perchè??).
Fortunatamente in Giappone la pensano diversamente: perché modificare un meccanismo perfetto? Perché non avere fiducia che quello che fa ridere a cartoni faccia ridere anche (anzi, a maggior ragione) in live action? Cosa si aspettano di vedere i fan di Yattaman, se non esattamente quello che è stato riproposto seguendo uno schema fisso per anni?
Yattaman Il Film, di Takeshi Miike (che non è l’ultimo imbecille), è – in una parola – perfetto: divertente, demenziale, completo.
Infatti arriva in Italia dopo un paio d’anni e anche in distribuzione limitatissima.
Invece di perdere tempo in una storia di origini, si parte subito in quarta, a metà di uno scontro tra gli Yattamen e il trio Drombo. L’atmosfera è familiare, anche se YattaCan è tutto rosso: sembra di aver beccato una replica di Yattaman a metà puntata facendo zapping.
Non manca nulla degli elementi che hanno reso Yattaman un successo: tutto è ricreato e allo stesso tempo rielaborato con una cura dei dettagli spaventosa ed una notevole tecnica, dal laboratorio di Ganchan, al narratore esterno, dalle pause “spiegazione” al maialino portafortuna, fino alle divise del trio Drombo (ombelico a palletta, nasi strani e capelli biondi diventano parti del costume: semplicemente geniale). In due ore, Miike riassume tutti i momenti salienti della serie: la ricerca della Dokrostone, il quadrilatero amoroso impossibile YattaUno –YattaDue –Dronio – Boyakki, la nascita di Yatta King, persino il finale triste e demente del trio Drombo è ripreso pari pari dalla serie tv.
Particolarmente azzeccate sono la CG, la fotografia e gli effetti: se il tono complessivo è più cupo, la mistione di elementi reali e virtuali è praticamente perfetta e l’atmosfera generale è proprio quella di un cartone animato dipinto a colori… molto realistici. Il resto lo fanno gli attori: come nella serie animata, gli eroi sono poco delineati e poco approfonditi, mentre al trio Drombo viene lasciato più spazio sulla scena. Non a caso le interpretazioni migliori sono quelle di Katsuhisa Namase (Boyakki) e Kyoko Fukada (Dronio), che hanno ricreato i loro personaggi nei minimi dettagli, fisici e psicologici.
Ovviamente aspetto con ansia dei sequel…non per altro, è un riflesso condizionato: Yattaman è una serie, e voglio vedere tutti gli altri Yatta Robot. A proposito, dopo i titoli di coda c’è di che divertirsi…

P.S. c’è un inside joke che in Italia non si può cogliere: ad un certo punto il trio Drombo ha l’impressione di riconoscere la voce di alcuni dei propri clienti…i tre doppiatori originali del trio Drombo animato: chapeau.

Annunci