Not In Kansas Awards 2010: IL MEGLIO

E passiamo alle cose belle, che è meglio…
Senza dubbio questo è stato l’anno di Avatar, definito “game-changing“, ovvero una pietra miliare destinata a cambiare l’approccio al fare e fruire i film: il risultato immediato e tangibile è stato un pessimo film (Avatar, appunto) e una serie di filmacci raffazzonati con 3D più o meno posticci ma sempre inutili.
E’ stato anche l’anno di Inception: forse solo Nolan oggi in America può essere un vero game-changer, e Nolan del 3D non sa che farsene. Un po’ come Apple contro Google, e il Blu-ray contro l’HD-DVD, vedremo chi la spunta. Ovviamente tifo per il Cavaliere Oscuro.
Più che in altri anni, quest’anno sono venuti meno sia il cinema americano mainstream che quello italiano, così i migliori film hanno una provenienza più eterogenea. Francia e Spagna ci stanno distanziando di molto, prova ne sia il fatto che il miglior incasso italiano dell’anno (e di sempre, dopo La Vita è Bella) è Benvenuti al Sud, copia conforme di un film francese.

A parte questioni di orgoglio nazionale, andare a cercare in piccole sale nascoste delle perle come Adam, Scott Pilgrim vs. The World e Departures si rivela sempre un’ottimo modo per riaccendere la passione per il cinema (ed evitare, in molti casi, gli orchi romani che affollano le sale più gettonate).

CATEGORIA SORPRESA DELL’ANNO

1) Il piccolo Nicolas e i suoi genitori di Laurent Tirard

Più ci penso e più mi piace, davvero davvero carino. La leggerezza fatta film.

2) The Town di Ben Affleck

Hai capito Ben Affleck, quando ci si mette. Epica criminale vecchio stile, trent’anni fa il protagonista sarebbe stato Al Pacino. Il ragazzo si farà.

3) Cella 211 di Daniel Monzon

Che film, che finale, un nodo allo stomaco che non si scioglie facilmente. E’ in questa categoria, ma starebbe benissimo anche in quella per miglior film.

4) Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek

Uno stile nuovo, finalmente più leggero, un equilibrio che gli altri film di Ozpetek non avevano. E Scamarcio recita.

5) Dragon Trainer di Chris Sanders

Sorprendente perchè diverso dalla solita formula DreamWorks merchandise + citazioni + umorisimo demenziale. In più è originale e divertente.

CATEGORIA MIGLIOR FILM

Dieci non bastano e l’ordine della top 5 è assolutamente sparso. Sì. lo ammetto, alcuni di questi non li ho recensiti a tempo debito, ma trovo quasi sempre più difficoltà a fare una recensione positiva, anche perchè è meno divertente…in alcuni casi quindi, perso l’attimo fuggente, persa la recensione. Propositi per il 2011: lavorare su quest’aspetto.

Nota: Esclusi dalla classifica per ragioni “anagrafiche”, ma decisamente tra i più bei film proiettati quest’anno: Ritorno al Futuro, Porco Rosso, Nausicaa, The Rocky Horror Picture Show, Hair, Tra le Nuvole.

Ed ecco il listone degli imperdibili 2010:

12. People vs. George Lucas di Alexandre O. Philippe

Per nerd e fan, decisamente. Ma non solo: lo strano destino di George Lucas è lo spunto per una riflessione sul rapporto tra l’artista, l’opera, la cultura ed il pubblico. Che la Forza sia con voi.

11. Scott Pilgrim vs. The World di Edgar Wright

Condannato ad una programmazione infausta a Roma, ma apprezzatissimo dalla critica internazionale, è l’apologia del nerd, il Matrix degli otto bit. E che musica.

10. American Life di Sam Mendes

Tutta la grandezza di un cinema autentico, esattamente quello che l’Italia fatica tantissimo a produrre, persa dietro a macchiette e stereotipi sociali e culturali. Mendes ci sbatte in faccia una realtà durissima, ma che fa anche ridere.

9. Draquila di Sabina Guzzanti

Messa da parte la satira per cause di forza maggiore, Sabina Guzzanti fotografa la reale situazione dei terremotati abruzzesi. Trasmette una rabbia rara.

8. Departures di Yojiro Takita

Il film più delicato dell’anno arriva dal Giappone, terra fertile che sa rielaborare tutti i generi assorbendoli nel proprio humus e facendoli rifiorire. Departures però poteva essere concepito solo laggiù, dove la ritualità di certe usanze ed il rapporto con la morte sono così distanti da quelli a cui siamo abituati. Forse per questo motivo è facile sentirsi profondamente toccati da questo film.

7. Il concerto di Radu Mihaileanu

Una commedia gitana con un finale da fermare il cuore, sulla musica di Tchaikovskij. Bello per tutto: per la musica classica che non si sente spesso, per l’accozzaglia di personaggi bislacchi dell’orchestra, per la sintesi perfetta tra autenticità e fiction.

6. Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson

Wes Anderson riadatta alla sua maniera la storia del Signor Volpe di Roald Dahl, con la complicità di George Clooney e Meryl Streep. In stop motion, nell’era della CG. Da applausi.

5. L’illusionista di Sylvain Chomet

Un film di animazione praticamente muto su un anziano illusionista che incontra una ragazza. Il tramonto di un’epoca visto dal basso e dal punto di vista dei perdenti. Geniale e commovente, ma per Chomet sarebbe stato strano il contrario.

4. Toy Story 3 di Lee Unkrich

Mi sento di spararla grossa: si gioca la palma di miglior sequel della storia con Il Padrino parte II e L’Impero Colpisce Ancora. Se i sequel fossero tutti così giusti, non ci sarebbe bisogno di idee nuove. La Pixar è un mondo a parte, non c’è che dire.

3. Las Buenas Hierbas di Maria Novaro

Il film più commovente dell’anno non è ancora uscito in sala, ma chi come me l’ha visto al Festival di Roma non può non esserne rimasto colpito. Una storia tragica e commovente, una riflessione sul rapporto tra coscienza, memoria e morte che sfida qualunque credenza senza metterne in ridicolo nessuna. Bellissimo.

2. Inception di Christopher Nolan

Primo: è un blockbuster ma ha un soggetto originale (no sequel, no remake, no franchising, no ganci per seguiti vari). Secondo: Christopher Nolan, che non è secondo a nessuno. Terzo: non basta vederlo una volta, forse neanche due, e tanto basta. Questo è il film che ha alzato il livello di aspettattiva, altro che i puffi dopati di Cameron.

1. Shutter Island di Martin Scorsese

Grandissimo Martin Scorsese, in piena forma, altrettanto Leo Di Caprio e Mark Ruffalo. Il film dell’anno per potenza registica e tensione, pari a Inception, per alcuni versi simile, per altri diversissimo. Così tanto coinvolgente grazie alla regia che i colpi di scena della trama passano quasi in secondo piano. Anche questo, da vedere e rivedere.

Neanche un film italiano nel meglio di quest’anno, a parte Draquila. Forse, La Prima Cosa Bella di Paolo Virzì è il film italiano migliore che ho visto quest’anno, insieme a Mine Vaganti. Ma è comunque roba vecchia, commedie ben riuscite, un paio di gradini sopra a Benvenuti al Sud e Basilicata Coast to Coast. Poi?

Fanno storia a sè La Pecora Nera di Ascanio Celestini (interessante e commovente, anche se inferiore al monologo omonimo) e Draquila di Sabina Guzzanti, instant movie sulla tragedia del terremoto. Se i lavori più originali vengono da artisti più legati ad altre forme di spettacolo, mentre gli altri navigano a vista cercando solo un buon soggetto per l’ennesima commedia o puntando tutto sull’interpretazione dell’attore principale (Gorbaciof, con Toni Servillo), sarà difficile uscire da questa impasse. Nel 2011 torna Moretti, finalmente. Nanni, ci meritiamo Alberto Sordi, ma abbi pietà almeno tu.

Last, but not least, grazie a:
Mary (67 + tutto il resto) , Daniele (13), Andrea (10) Guido (7), Angelo & Roberta (6), Federica (4) & Francesco (4) Ivano (3), Stefano (2), Cristiana (3), Andrea (2), Vittoria (2), Rowena (2) & Riccardo (1), Flavio (2)& Giordana (2), Laura, Maurizio.
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