Il piccolo Nicolas e i suoi genitori

“Maria Edwige è molto bella, ma è una femmina”
Sarà stata la pioggia. Sarà che lo rincorrevo da un mese. Sarà stato il cinema di pomeriggio e la passeggiata con Mary. Sarà stata la sala gremita di bambini (mamma, il film è in 3D? mamma, cos’è un labrador? e via dicendo…). Sarà che poi ‘sti Francesi tanto male non devono essere se riescono a fare questi film. Sarà che l’autore del libro originale è Goscinny, quello di Asterix.
Insomma, queste Simpatiche Canaglie versione camemebert, ovvero Nicolas ed i suoi amici, mi hanno fatto divertire davvero come un bambino. A partire dai titoli di testa che seguono le illustrazioni originali di Sempè in un labirinto di ritagli e pagine, per arrivare ai vari buffi episodi che compongono il film (il furto della macchina, la cena col capufficio, la maestra supplente, la visita medica…), tutto funziona ed è sapientemente calibrato, come in un acquerello, come in una striscia a fumetti dove i romanzi possono durare quattro vignette. Sceneggiatura, fotografia, interpretazioni, costumi, trovate sceniche (quello schiaffone improvviso è un capolavoro….): tutti gli elementi si valorizzano a vicenda in un mondo fittizio, colorato e libresco e sono orchestrati con cura e mestiere.
I singoli episodi sono legati dal fil rouge della trama: Nicolas si convince che i genitori aspettino un altro bambino e che vogliano pertanto sbarazzarsi di lui. Con l’aiuto (…) dei suoi amici tenterà tutto il lecito e, soprattutto, l’illecito per scongiurare questa terribile disgrazia.
In alcuni momenti ho pensato ad una versione junior di Amelie: voce fuori campo, fotografia satura, personaggi surreali ed irresistibili, dal ciccione buono che mangia sempre allo scarafaggio spione secchione che scampa le botte al grido di “Non potete picchiarmi, ho gli occhiali” (guardatelo nella foto, è quello al centro, e ditemi se non è IDENTICO a Guzzanti quando fa Tremonti, anche nell’abbigliamento…)

Ogni personaggio ha la sua peculiarità, e si finisce col volere bene persino allo scarafaggio spione. I “piccoli” ragionano da piccoli, i “grandi” da “grandi”, ovvero da adulti visti dai bambini, incomprensibili ma rassicuranti, anche quando i bambini non ci sono.
Non mi dilungo, Il Piccolo Nicolas è un film che fa della leggerezza un valore, che trasmette buonumore e voglia di fare qualcosa di bello, riesce persino a non rendere insopportabili dei bambini delle elementari, e per di più transalpini. La solita programmazione italica lo ha confinato presto agli spettacoli pomeridiani e questo post giunge molto tardi, ma segnatevelo per l’home video (o correte al Metropolitan), non vi deluderà.

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